Fra poco il Gobi: un pensiero all’acqua

Fra poco il Gobi: un pensiero all’acqua

Con la pausa lunga solo 6 settimane che si sta esaurendo, il mentale è sempre più incentrato sulla prossima e seconda tappa nel deserto del Gobi. Un deserto molto particolare, sia a livello energetico che naturale.

Ancora 250 chilometri, ancora 6 tappe. Tutto in autosufficienza e su un lasso di tempo di 7 giorni. Insomma, dalle coste del Namib non cambia nulla, solamente il clima e il terreno. Anche se il Gobi è sempre un deserto soggetto a sbalzi notevoli di temperature, la sua peculiarità è la posizione geografica che lo porta ad avere delle caratteristiche diverse dall’idea comune di deserto.

Non solo sabbia, dune, laghi salati. La zona del deserto (che si estende fra Cina e Mongolia) che attraverseremo sarà nella regione della catena montuosa Tian Shan (catena che si espande fino all’Asia Centrale), cugina della più famosa Himalaya e quindi montagnosa, rocciosa e fredda (si correrà anche vicino ai 3 mila metri).

Arrivo alla gara preparato e ancora sicuro delle mie capacità. Ho avuto un qualche acciacco che sono riuscito a gestire in maniera ottimale, grazie al prezioso aiuto di Paolo Barghini (il mio preparatore), Guya De Ambrosis (mental coach che si è rivelata non importante ma di più) e il suo marito osteopata Matthias, la fisioterapia e i massaggi dello studio Physio Sport di Sant’Antonino, il pilates di Barbara e Monica Caroni e l’agopuntura di Fabio Märki.

Ora però sta a me fare la differenza, come un mese fa in Namibia. Parto per la Cina cosciente del mio potenziale e pronto a dare ancora il massimo. Il materiale è quasi pronto. Nell’alimentazione ho cambiato poco. Al parmigiano ho affiancato dello Sbrinz, formaggio che ricordo essere più calorico del primo e che avrà lo scopo di cambiare il gusto. Per quanto riguarda pranzo e cena, al solito purée di patate e polenta, ho aggiunto della pasta, che in Namibia, alla fine della tappa lunga, mi ha dato un forte sollievo e che per fortuna avevo scambiato o preso da un compagno di tenda. Infine porterò più taralli, più noci e vedrò di sostituire un po’ le barrette KeForma, ottime da digerire e leggere.

Ma durante la Gobi March, l’attenzione sarà rivolta ad un’altra campagna. Una settimana fa insieme a Helvetas abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi per costruire dei pozzi d’acqua nello stato africano del Benin. Su www.lifechanger.ch si potrà versare un contributo che andrà a favore dell’acqua. Run the deserts, run for water è il mio motto. È giusto divertirsi, ma se lo si fa anche con un obiettivo umano penso che sia ancora più bello. Avendo inoltre visto personalmente le condizioni delle popolazioni rurali africane, dare un piccolo contributo servirà solamente a far sorridere qualcuno e renderlo felice. Perchè la felicità è la base di tutto. È la base della vita. Invito chiunque quindi, a partecipare seppur in maniera minima. Un piccolo aiuto può avere un grande impatto.

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Vi aspetto tutti nello Xingjiang cinese (regione dove si svolgerà la gara) dal 18 al 26 giugno. Per seguire gli sviluppi della corsa, dal momento che dopo la prima gara non sono mancate lamentele sul funzionamento bizzarro del sito, ho deciso di scrivere un blog in diretta così da poter raccontarvi le mie sensazioni.

Andiamo a prenderci anche il Gobi. #PIPPA #RUNTHEDESERTSRUNFORWATER

Il sito della gara: www.4deserts.com

Il sito della raccolta fondi: https://life-changer.helvetas.ch/filipporossi/competizionesportiva